Sri Aurobindo non escludeva la possibilità di una nuova conflagrazione, anche mondiale, e persino l’aveva data per certa fintanto che l’umanità non si fosse risvegliata al principio dell’unità del genere umano e l’avesse fatto proprio interiormente. Ancora nel 1949, l’anno precedente la sua dipartita, in un poscritto al suo libro “L’Ideale dell’Unità Umana”, Sri Aurobindo ammoniva che il rischio di una terza guerra mondiale non era esaurito, e ciò perché ancora l’umanità, divisa da egoismi e passioni, individuali e nazionali, non era pronta a fare proprio quel senso di unità che solo può venire da un risveglio interiore della razza.